DPS: nulla è cambiato, gli obblighi rimangono, le sanzioni anche.
A seguito delle notizie sulle semplificazioni in fase di introduzione con il Decreto sviluppo, tra le quali era prevista l’abolizione del documento programmatico sulla sicurezza dei dati personali, molti avevano tirato un sospiro di sollievo, altri avevano lanciato un allarme. Ma cosa è stato delle misure inserite nella bozza del testo in discussione?
In realtà, nessuna variazione sul Codice della Privacy è stata poi approvata, e con il nuovo Governo è stato tutto archiviato, per cui a breve termine non sono da aspettarsi cambiamenti strutturali del Dlgs 196/2003, anche in vista della Nuova Direttiva Europea sulla protezione dei dati personali sulla quale la UE sta lavorando.
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Allo stato attuale, rimangono pertanto gli obblighi di redazione del documento programmatico alla scadenza del 31 marzo di ogni anno, per i soggetti che trattano dati sensibili con strumenti elettronici, salvo i casi di esonero previsti dalle precedenti semplificazioni.
Chi, essendovi tenuto, omette di redigere o aggiornare il Dps alla scadenza annuale, rischia quindi sanzioni penali e amministrative pesantissime, trattandosi di una violazione delle misure minime di sicurezza, che può essere sanzionata con l’arresto sino a 2 anni ai sensi dell’art.169 del Dlgs 169/2003, e una multa da 10.000 a 120.000 euro, (rif. Art.162 comma 2 bis), senza contare l’eventualità della pubblicazione della sentenza in caso di condanna.
Il pericolo più evidente allo stato attuale è quindi che, la rapida diffusione, anche in rete e su testate autorevoli a livello nazionale, del testo della bozza del Decreto Sviluppo, possa aver ingenerato sui diretti interessati la sensazione comune che tali modifiche erano già diventate effettive, mentre invece erano solo in discussione dal Governo, e gli eventi successivi non solo non ne hanno portato all’approvazione, ma hanno prodotto anche ad un cambio dello stesso Organo Esecutivo, lasciando tutto invariato.
Per questo motivo, occorre attivarsi per tempo per non trascurare l’omissione di un adempimento che potrebbe costar cara, dato che, come tutti sanno, “la legge non ammette ignoranza”.
In vista del prossimo futuro invece, ricordando che all’interno della Comunità Europea il Dps è stata comunque una previsione introdotta a suo tempo solo da Italia ed Austria, (ciò non significa che sia un adempimento inutile), è da tenere in considerazione che gli sviluppi potranno dipendere molto dal contenuto della nuova direttiva europea che è attesa per il 2012.
(Fonte FederPrivacy)











